A/I 2015-2016 [Shoes Edition]

Ovvero… Le scarpe che andranno quest’inverno. Quelle che vedremo ai piedi della Ferragni, di Jules, di Atlantic Pacific, di Leandra, di Garance…

Quelle che, avvolte in un alone di mistero, hanno riempito la nostra estate all’italiana di dubbi… Le platform ci perseguiteranno ancora? Le Rockstud usciranno nell’ennesima versione? Charlotte Olympia alzerà il prezzo delle slippers? Karl farà sfilare solo e solamente le Chanel? La Wintour metterà un paio di stivali o continuerà con le sue SS (Sacre Scarpe)?

Ecco, lungi da me voler dettar moda, ho cercato di fare una previsione  e di ipotizzare quali scarpe popoleranno le passerelle e le strade questo autunno-inverno.

Stivali oltre il ginocchio (talvolta tamarri)

Ce ne saranno parecchi in giro, me lo sento. Spero solo che chiunque ne compri un paio si renda conto che non possono essere messi con tutto, pena effetto tamarro. Comunque, Gianvito Rossi ce li presenta così:

In pelle, con punta a mandorla, tacco 10 con piccolo plateau di 1,5 cm. Un po’ estremi, visti non mi fanno impazzire, ma soprattutto non riesco a trovarli “facilmente portabili” e per me lo stivale deve rigorosamente esserlo. Alla modica cifra di 1380.

Saint Laurent ce li spara in suede, con lacci e tacco 6,5 cm. Questi, indossati, mi piacciono di più. Ma non mi fanno battere il cuore abbastanza per poterci spendere 1295 euro.

 

Tronchetti con tacco a spillo e punta

Che la punta sia tornata di moda, l’abbiamo capito. Valentino ci propone la versione Rockstud, in vari colori (a me piacciono così):

Valentino - Rockstud suede ankle boots - mytheresa.com

Balenciaga osa con questo color corallo sparato, forse poco invernale ma chissene sono terribilmente belli.

Balenciaga - Suede ankle boots - mytheresa.com

Gucci ce li spara così, mixando le parigine con lo stiletto e viene fuori un qualcosa che mi piace, tanto, tanto, tanto e lo comprerei al volo ma penso di poter trovare qualcosa di simile a meno di 895 euro.

Gucci - Lace-up leather pumps - mytheresa.com

 

Mary Jane (classiche e stravaganti)

Un paio di Mary Jane dovremmo averle tutte, se sono di nostro gusto. Si mettono un po’ con tutto. Con il jeans, con la gonna, con il tubino. Con la camicia sportiva, con la blusa elegante. Con una felpona e con un maglioncione caldo. Insomma, sono scarpe eleganti ma facilissime da sdrammatizzare.

Gianvito Rossi le propone semplici, tacco basso, in vernice e questo color nude vince:

Gianvito Rossi - Mary Jane in vernice - mytheresa.com

 

Dolce & Gabbana, invece, ce le mostra così, glitterate, decorate con cristalli e con tacco più alto:

Dolce & Gabbana - Mary Jane Jackie con paillettes e cristalli - mytheresa.com

Entrambe bellissime, ma non saprei scegliere fra le due. La Mary Jane nude è un passpartout. Ma quella decorata la metti comunque con parecchia roba, ed è affascinante. Molto affascinante. La Gianvito Rossi è, tutto sommato, fattibile: 495 euro per una scarpa che dura anni (se ben tratta), sempre attuale, che metti con tutto. Potrei prenderla. Potrei. Con la D&G ci alziamo di prezzo: 675 e chissà se ce li spenderei. Certo, non si differenziano tanto. Ma la nude colpisce, la vernice colpisce, il tacco comodo colpisce. E’ veramente una scarpa con cui ci fai un’intera stagione (Leandra di Man Repeller docet! Avete letto l’articolo in cui dice che basta una scarpa a stagione?)

Stringate appariscenti

Forse il mio modello di scarpa preferito. Forse. Vi lascio una carrellata di stringate appariscenti che adoro. Le trovate tutte su mytheresa e questo trend merita molto, moltissimo.

Simone Rocha – velluto rosso e tacco trasparente.

Simone Rocha - Stringate in velluto - mytheresa.com

Dolce & Gabbana (stanno creando meraviglie, ultimamente). Stringate in pelle con decorazioni. Favolose.

Dolce & Gabbana - Stringate in pelle con decorazione - mytheresa.com

Etro – stringate patchwork e pelle di serpente. Non amo il patchwork, anzi, ma a queste dico SI’.

Etro - Stringate patchwork in pelle di serpente - mytheresa.com

Jimmy Choo – in pelle metallica, rigorosamente flat. Più semplici, più portabili, ma comunque d’effetto.

Jimmy Choo - Stringate Bran Flat in pelle metallica - mytheresa.com

 

Slippers e Slip-on (a palate!)

Su queste c’è poco da dire. Vanno, e andranno sempre. Anche queste, facilmente portabili, l’alternativa alle ballerine (slippers) e alle sneakers (slip-on). Comode, talvolta eleganti talvolta sportive, non fatevele mancare nell’armadio.

Marc by Marc Jacobs – adorabili. Ironiche, ma non volgari.

Marc by Marc Jacobs Friends of Mine Suede Slipper Shoes

Charlotte Olympia – immancabili. Queste con i segni zodiacali e le famosissime Kitty Slippers.

Charlotte Olympia Virgo suede slippers

Alexander McQuenn – in velluto, con strass. Accoppaiata classica, ma vincente.

Alexander McQueen Velvet Embellished Slipper

Miu Miu – queste fra le mie preferite. Adoro!

Miu Miu Embellished Velvet Slippers

Queste le slippers. Per quanto riguarda le slip on, eccoci qui!

Joshua Sanders – che dire? Sono bellissimissime.

Joshua Sanders 'Babilion' hologram viper print flatform skate slip-ons

Miu Miu – la versione slip on delle slippers postato sopra. Anche queste, favolose.

Miu Miu Embellished Patent Leather Slip-on Sneakers

Stella McCartney – appena la vedo dico No. Poi le riguardo e sì, sono Platform, hanno le stelle e sì, sì, forse sono un po’ tamarre ma dico anche che sì, io le metterei. Quindi nella lista, io ce le metto.

Stella McCartney Metallic Platform Slip-on Sneakers

Prada – “total azzurrino” in suede che mi piace davvero tanto.

Prada Suede Slip-On Sneaker

Julien David – e queste sono proprio carine, con i lacci disegnati. Slip on wannabe skeakers. Io dico sì! Le trovo divertenti, ma semplici.

Julien David Wool Platform Slip-On Sneakers

Voglio chiudere con un paio di Maison Margiela, della serie “cosa non metterei mai e il motivo lo si capisce senza chiedere”:

Maison Margiela textured slip-on sneakers

Un po’ come le ciabatte di Céline.

 

Ovviamente mancano tante tipologie di scarpe. I sandali, gli stivali sportivi, le sneakers, le ballerine… Ma tutte tutte, non avrei potuto farle. Quindi qui vi propongo non solo quelle che penso andranno di più, ma soprattutto quelle che mi piacciono di più. A breve, conto di mostrarvi anche qualche alternativa di queste.

 

Ciao!

Hello! This is PAPAYA INFUSION

Ma ciao!

Dopo aver passato ore a scegliere la veste del nuovo blog, a smanettare su impostazioni, a scegliere immagini per logo e a definire i dettagli, non mi resta che darvi il benvenuto su Papaya Infusion.

Questo blog nasce da un’idea nata una sera d’estate, mentre leggevo blog altrui e sorseggiavo la mia tisana preferita: un’infuso di papaya con cannella e vaniglia. Avere un blog tutto mio, dove poter dire ciò che mi passa per la testa (…con criterio!) su tre tra i miei temi preferiti (in alto, sotto Papaya Infusion: fashion, beauty & lifestyle), mi è parsa l’idea giusta per staccarsi un po’ dai classici social e condividere un po’ della mia vita e dei miei interessi.

In realtà non saprei bene come definire questo blog: si parla di moda, di trend, di fashion; si unisce bellezza, cura di sé, make up… E qualche spunto “lifestyle”, scorci di vita e pezzi di idee su famiglia, eventi, casa, passioni…

Il mio timore è creare un’accozzaglia di contenuti che non abbiamo una finalità, messi così tanto per, senza alcun senso logico e senza connessioni. Mi impegnerò per evitare che questo blog diventi, più che un centro di idee, un diario personale (cosa a cui non sono interessata. E, non avendo una vita da it-girl, suppongo neanche voi).

Per ora mi rivolgo ad un pubblico inesistente: infatti mi suona strano parlare di ciò che vi propongo, chiamarvi “voi”. Però spero che nel giro di qualche tempo questo blog si popoli di persone che condividono i miei stessi interessi e a cui piacciano i miei contenuti, perciò, nel frattempo già vi considero.

Why Papaya Infusion? Ammetto che non è un nome comune, ma, a mio parere, un blog di moda/beauty non deve essere vincolato con titoli “a tema”. La papaya è uno dei miei frutti preferiti e l’infuso di papaya è un mio fedele compagno da anni, con cui mi do appuntamento almeno due volte al giorno. In breve, è un titolo che, almeno un po’, mi definisce. Se passasse di qui qualcuno che mi conosce a fondo, probabilmente, leggendo il titolo, mi penserebbe un secondo. Ho pensato che questo potesse essere un motivo abbastanza buono per nominare così il mio blog: e Papaya Infusion sia!

Concluso qui questo primo post, lasciando un saluto affettuoso a tutti i (futuri) lettori!

Papaya Infusion